Vite in corsa

Non profit, i nomi “fioriscono”: ma che senso ha?

Da anni mi occupo di organizzazioni non profit, per parlarne come giornalista o per proporre le mie consulenze. Scorrere i loro nomi è come entrare in un giardino botanico: la betulla, il biancospino, il fiordaliso, il grappolo, il melograno,  il quadrifoglio, la quercia, la zolla…e potremmo andare avanti all’infinito. Naturalmente ci sono un sacco di doppioni, anche quattro o cinque coop sociali devote allo stesso fiore o albero. Nomi poetici, certo, ma hanno senso? Non sarebbe forse meglio darsi un nome che faccia capire quello che fanno?